L'escalation delle vendite
L'impatto sulle vendite porta all'ampliamento degli impianti produttivi, e nel 1924 dai cancelli della fabbrica di Mandello del Lario escono 713 moto, il doppio dell'anno precedente. L'espansione assume un ritmo frenetico. Nel 1925 gli addetti superano le 300 unità, e le moto prodotte sono più di 1.200. Nel 1927 si costruiscono 10 veicoli al giorno, nel 1929 il capitale arriva a 4.500.000 lire e si realizzano circa 2.500 unità.
Nel 1928 nasce la prima Gran Turismo della storia della motocicletta: viene realizzata la Guzzi G.T., una moto dotata di telaio elastico grazie alla sospensione posteriore. La moto prenderà il nome di Norge dal raid al Circolo Polare Artico che il fratello di Carlo Guzzi, Giuseppe, effettua nei mesi successivi.
Nel 1934 la Moto Guzzi è la più importante fabbrica italiana di motociclette. La dedizione e la passione di chi lavora a Mandello del Lario è dimostrata da un significativo dettaglio: i motoristi firmano i motori, montati a mano con una cura ancora artigianale.
Le affermazioni nelle competizioni viaggiano di pari passo con le innovazioni tecnologiche. Nel trionfale Tourist Trophy del 1935, prima vittoria non inglese da 24 anni, la Moto Guzzi di Stanley Woods impiega la sospensione posteriore, e ben presto il telaio elastico si diffonde tra tutte le moto da competizione.
Le moto sono la monocilindrica 250cc e la bicilindrica 500cc, con l'inedito motore a V di 120° capace di superare i 200 km/h, e di dominare i circuiti di tutto il mondo per quasi vent'anni.
Il "rosso Guzzi", colore dei veicoli da competizione, entra nel cuore di tutti gli appassionati, e diventerà un tratto distintivo anche della produzione di serie.
Storia e leggenda si mescolano nelle imprese di piloti leggendari come Tenni, il già citato Woods, seguiti da Ruffo, Lorenzetti, Lomas e Andersson.
Gli anni Trenta vedono la presentazione dei modelli P 175 e P 250, progenitori di un'intera dinastia, con le versioni P.E., P.L., Egretta e Ardetta.


